giovedì 22 dicembre 2011

Un'altra recensione del concerto del 15 dicembre! Daniele Porro.

Conosco e seguo la Treves Blues Band da ormai quasi 20 anni, ma fatico a ricordare un concerto come quello del 15 dicembre nell'accogliente Spazio Teatro di Milano. La Milano del Puma di Lambrate, la Milano senza il nebbione degli anni Sessanta e Settanta, ma con la stessa voglia, da parte degli appassionati del Blues, di fare decine di km per essere riscaldati da una musica da cui non ci separeremo mai. Fatta la doverosa premessa sulla cornice, veniamo al palco, alla musica, ai suoni della TBB. La prima cosa che mi e' venuta in mente al primo brano e' stata questa: pero', che grande percorso ha fatto la Band. Un suono vintage, ma ricco di modernita', un suono pieno e carico di pathos, senza mai essere invadente, tra un assolo di Alex e un tocco magico del Puma con la sua indelebile armonica, accompagnati dall'ottimo Luca Nardi al basso. Di Massimo mi sembra quasi superfluo ricordare quanto il motore della sua batteria continui a ruggire con la stessa passione e la stessa imprevedibilità che soltanto un artista come lui riesce a tirare fuori su qualsiasi palco in cui sale. I brani più country-blues hanno infiammato la platea, composta anche da molti ragazzini (speriamo riescano a fare da traino...confidiamo in voi). Si e' creata un'atmosfera rilassata e piacevole, da gustare con un buon bicchiere tra le mani (anche di chinotto, Fabio, lo so che non bevi). Ma soprattutto, chiudendo gli occhi, io e i miei fidatissimi blues brothers a fianco, ci siamo detti: questo e' il pezzo giusto per una colonna sonora. Ma anche questo. E poi anche questo. E di questo cosa dite? Alla fine i brani che potessero fare da colonna sonora ad un qualsiasi film di grande spessore erano tanti, tantissimi. La colonna sonora della nostra vita, quella di chi ancora pensa che l'amicizia, quattro risate, il blues della tbb, siano gli ingredienti essenziali per un'esistenza felice. Tre righe finali, ma probabilmente le piu' importanti, per chi ha sempre pensato all'evoluzione della Band senza mai segnare il passo. A Susanna, anima della banda, dico che leggero e' l'aggettivo giusto per definire il nuovo percorso artistico della Treves blues Band. E di questo, ve ne siamo davvero grati. Un abbraccio a tutta la famiglia del blues.

Daniele Francesco Porro.

domenica 18 dicembre 2011

Concerto del 15 dicembre a Milano: la recensione di MARIO BARTILUCCI

Mario, grande amico e Fan della TBB, ha scritto questa bellissima recensione:
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venerdì 16 dicembre 2011

Concerto del 15 dicembre a Milano: Margherita Assirati


Ieri sera la nebbia la faceva da padrona, e attraversando la città pensavo che magari, se ci fosse stato un grande fiume, potevamo pensare di trovarci nel delta del Missisipi.
Poi le insegne e l’atmosfera calda del teatro, piccolo, raccolto dove abbiamo ritrovato subito i nostri amici “di blues” e ne abbiamo conosciuto di nuovi.
E poi via, la serata è iniziata con il nostro Fabione che spunta da dietro la quinte come se stesse tornando dal bar dopo essersi bevuto un caffè, praticamente una rimpatriata tra amici, ma non solo, quando entri nel blues world ed in particolare in questa bella famiglia, c’è di più.
Di certo non conosci tutti, ma condividi la musica…e poi c’è quella maglietta, un segno distintivo, la vedi indosso a qualcuno e già sai che il tipo è quello giusto.
La musica, beh La Musica….quella ti entra nelle vene, e tutti fanno fatica a stare fermi, ci si agita sulle sedie.
La Musica delle origini, il blues ti muove qualcosa dentro, proprio là in fondo dove si nasconde la tua umanità.
Che dire di loro? L’aria dinoccolata di Luca che scuote la testa e fa prendere vita al suo basso; Massimo? Beh Massimo è il Batterista Pazzo, l’inventore: mettigli in mano qualsiasi cosa e credo sappia farne uno strumento; oltre la solita attrezzatura fatta di grattugie, bollilatte, pentolini del sugo rubati alla zia Pina, formine per i plumcake, tubi del 5, campanello della bici e trombetta del trisavolo, ieri sera è riuscito a mettere insieme qualcosa di straordinario con un barattolo di pelati, una bottiglia del latte, un arco fatto con un pezzo di metallo, filo di nylon e per finire una serie di rondelle: quale musica ne è uscita!
Alex, ma che dire, ogni volta il suo virtuosismo ti stupisce; il lentone da ascoltare ad occhi chiusi, la lap steel che crea un’atmosfera magica ed i traditional che riportano in un altro secolo in un battito di ciglia.
E poi lui, il nostro Puma, che ruggisce sempre: simpatia travolgente, pungente quanto serve, in poche parole insuperabile e indomabile, lui e la sua armonica sono una cosa sola.
Questa non è una Band come tante altre…è la TREVES BLUES BAND!!!

E io vi voglio bene.
Margherita (la sciamana del Nord Dakota).